mercoledì 26 novembre 2014

I protagonisti: parliamo di Fabrizio.

Chi sono i protagonisti di questa storia? Chi da vita tra alti e bassi al libro "L'infinita voglia di me più te"?  Il personaggio principale è tutto un programma, si chiama Fabrizio ha 30 anni e un bel divorzio alle spalle.
Fabrizio sin dall'adolescenza soffre di conflitti interiori molto pesanti, è in continua lotta con il suo profondo io che tiene nascosto al mondo. Sa benissimo di essere gay ma si rifiuta categorigamente a priori di accettarsi tale e ancor di più di farlo scoprire agli altri. La sua è una sopravvivenza basata sul giudizio altrui ed è caratterizzata fortemente dalle sue lotte interne e dalle sue paure.
L'alter ego di Fabrizio, ossia la sua coscienza e il suo io prigioniero, il gay che c'è in lui che vive segregato al mondo. Questo non smette mai di torturare il suo carceriere, non potendo vivere liberamente rende la vita impossibile all'apparente Fabrizio, torturandolo ogni volta che ne ha occasione.
Il personaggio di Fabrizio è molto complesso e psicologico interiormente ma anche molto estremamente umano. Esso incarna diverse sfumature che sono presenti in diverse persone che hanno i suoi stessi problemi. 
L'idea di renderlo il protagoinista di questa storia è nata dall'impulso irrefrenabile di rabbia che mi sale ogni volta che sento o leggo frasi del genere: 
"Se uno sceglie di essere gay ...." . 

Sceglie??? Cioè secondo molta gente uno sceglie di essere gay e quindi deve, per forza maggiore, poi accettare lo status di "diverso" e tutte le varie conseguenze che ne derivano. 
Gay si nasce, magari si fatica a capirlo o anche ad accettarlo, in fondo sai fin da subito quello che penserà la gente di te, ma ci si nasce come l'essere etero. Non è una scelta di vita è un orientamento sessuale naturale. 
Ancche perchè analizzando bene la situazione dei gay, specie in Italia, sarebbe una scelta idiota che solo un masochista potrebbe mettere in atto. Uno sceglie secondo queste menti eccelse di essere discriminato, preso in giro, picchiato per tutta la vita? La cosa sin da subito sa di ridicolo. Se andiamo a vedere fino in fondo, non ci vuole in fondo neanche la scienza che te lo dica anche se già l'ha fatto, l'omosessualità deve essere qualcosa di istintivo che è difficile da tenere a freno o reprimere del tutto, perchè fa parte integrante del tuo stesso essere. Come per un etero sono irresistibili le forme femminii allo stesso modo per i gay sono irresistibili le forme affini al proprio sesso. Se ci sono persone che decidono di vivere tutto questo malgrado scottanti retroscena che potrebbero presentarsi, vuol dire a fior di logica che tale istinto naturale è forte, è talmente parte di te che non puoi tenerlo nascosto per sempre.
Chi si nasconde per paura dei giudizi altrui e dei famosi retroscena che ne seguono, generalmente non vive bene tale situazione. Di solito si presentano due scenari, il primo è fare finta di non essere gay e rifiutare ogni accostamento a questo mondo cercando in tutti modi di portare avanti una vita comune a quelli degli altri. Il  secondo scenario, invece, porta alla luce la doppia vita. Di giorno sono l'etero che tutti accettano e rispettano e di notte, quando l'opinione pubblica dorme per la maggiore, di nascosto vado a cercare la mia vera natura. Di uomini sposati con figli che seminano amanti uomini ovunque ne conosco a decine e forse anche più. Ma queste persone hanno generalmente, in entrambi i scenari, una domanda che li tormenta: è vita la mia? Non del tutto, sei vivo apparente io direi. 
Il nostro Fabrizio si ritrova all'interno della storia ad attraversare questi scenari, la cosa interessante sarà vedere nel corso della storia stessa, i vari conflitti interiori e pensieri che emergono in queste situazioni. Sarà interessante scoprire come Fabrizio e il suo spietato alter ego gay vivono questi momenti, quali pensieri li accomunano e quali invece li mettono in guerra. Sarà magico attraversare Fabrizio e imparare a conoscerlo non solo attraverso la sua storia ma anche viaggiando dentro di lui. 
La storia in sostanza è un percorso verso la vita e il vero amore per Fabrizio ma è prima di tutto un viaggio alla scoperta di sè stesso. 

martedì 25 novembre 2014

Le mie ultime parole per te.... ( di Federico Mauri ).

So che può sembrare stupido, anzi probabilmente è stupido, a che serve scrivere? Perchè farlo? Poi per parlare a te un ultima volta ? A te che non puoi leggere, vedere e sentire ormai? Forse non è neanche stupido ma folle!
Ecco si.... folle... sono proprio folle in questo momento. Dai ammettilo Federico hai voglia di far sapere agli altri quanto stai a pezzi... forse... non lo so ... ho bisogno di sfogarmi credo. Ho bisogno di dire, di piangere, di tirare fuori il veleno che ho adesso dentro e che mi sta corrodendo l'animo. 
Ho avuto una piena crisi isterica stamane, ho davvero accarezzato il lieve corpo della follia, ne ho sentito l'odore e ne ho assaporato il sapore. Tua madre ti informo che l'ho scioccata talmente tanto che non solo voleva chiamare il 118 ma ora mi guarda come se fossi un pazzo schizzato che è capace di tutto. 
Che tu ci creda o no, amore mio, che sei realmente andato via da me per sempre l'ho realizzato proprio questa mattina. Per giorni ho accumulato stress e tensione nella speranza, vana purtroppo, che ti risvegliavi per tornare da me. Ieri sera ho ricevuto quella chiamata che non avrei mai voluto ricevere... eri andato via per sempre... ma non è stata sufficiente per farmi realizzare la tua morte. 
Ho voluto torturarmi a dovere, forse volevo e cercavo la punizione per essere ancora vivo senza te, ho chiesto al dottore di aspettare un attimo che volevo vederti prima che l'obitorio ti trasformasse in un cubetto di ghiaccio senza più qualcosa di umano. 
Ti ho visto senza vita, immobile, ho accarezzato la tua pelle, ormai fredda, ti ho abbracciato un ultima volta, ti ho baciato un ultima volta, sapevo che non avrei potuto farlo mai più, era l'ultima occasione. Ma niente, tesoro mio, neanche li sono riuscito a realizzare in concreto cosa stava succedendo. 
Sono tornato a casa, tra amici su facebook e messaggi al telefono ero tempestato, tutto questo forse mi ha confuso, non lo so ma ti sentivo vicino ancora. Sono andato a letto, ho anche dormito senza troppa fatica, forse lo stress accumulato mi aveva lasciato, il riassamento dei nervi ha fatto da anestetizzatore, mi sono addormito senza fatica quando in realtà pensavo di non riuscirci. 
Poi stamane il risveglio, non ho preso la botta subito, in fondo ero abituato ad alzarmi senza averti accanto, tu ti alzavi molto prima di me. 
La botta tremenda l'ho presa quando sono entrato in cucina, per 9 anni trovavo l'angolo del tavolo apparecchiato, la tovaglietta, la tazza, la caffettiera tiepida ancora, il piatto con i biscottini curatamente coperti. Io dovevo solo fare la fatica di aprire un frigorifero e prendimi il latte per poi sedermi e fare colazione. A volte poi trovavo quei incantevoli bigliettini che lasciavi un po' ovunque, sotto la tazza, attaccati sul forno a microonde, al frigorifero, sopra i biscotti. Questa è stata la mattinata per 9 anni e stamattina invece...
Quell'angolo del tavolo era vuoto, spoglio per la prima volta, sono rimasto fermo sulla porta appoggiato al montante a fissarlo e nel frattempo realizzavo finalmente, realizzavo che la mia vita era fortemente cambiata e che ero tristemente solo ormai. La rabbia ha preso vita dentro, mischiata al dolore diventa una miscela pericolosa capace di distruggere anche il più forte degli esseri umani. E' una miscela altamente dannosa, specie se la soffochi e te la tieni dentro. Ti corrode, ti disintegra a poco a poco, ti mangia dentro ogni forma di sopravvivenza. 
Per salvarti da questa morsa omicida che ti spenge dentro fino a farti sentire il vuoto intorno e il nulla dentro te, devi tirarla fuori e farla esplodere. 
Devi dargli libero sfogo e farla comandare, devi lasciargli campo libero in modo tale che si esaurisca e ti abbandoni, lasciandoti la convinzione che non c'è più quello che avevi prima, ma almeno cazzo ti sei sfogato a dovere, hai fatto ben comprendere che cosa stai passando e si, ti guardano come fa tua madre ora, come se sei diventato pazzo ma tu sai invece che ti stai salvando l'anima da quella miscela corrosiva. 
Come si abbatte la rabbia e il dolore? Lassciando che escano fuori a compiere il loro dovere. D'istinto la prima cosa che compiono è intenta a demolire i ricordi che ti circondano, come la tavola apparecchiata. 
Ti informo Luca che se in questo momento tu per assurdo tornassi in vita molto probabilmente mi uccideresti con le tue mani, entrando in casa penseresti che è arrivato uno tzunami accompagnato da un terromoto della decina scala Mercalli. Perchè? Perchè li ho lasciati andare, appoggiato a quella porta della cucina mi sentivo morire dentro senza di te, non posso permettermelo, non posso lasciare che la rabbia e il dolore mi abbattono. Sono scattato come un folle e ho urlato a più non posso spaccando tutto ciò che potevo spaccare e che mi capitava a tiro, non ho risparmiato nulla. Dai mobili alle cose appoggiate sopra la casa è diventata un cimitero di macerie, per ogni stanza avevo un mare di ricordi da distruggere, seppellire insieme a te e non ho avuto pietà, ho ucciso tutto. 
Devo ricomprare tutto, ma non mi importa, sono libero ora. Tua madre è scappata fuori dalla porta di casa in quel momento, per le scale del condominio gridava aiuto che ero impazzito. No, sarei impazzito se non l'avessi fatto, credimi, infatti ora guardo la tua foto sul comodino e sento nostalgia si, anche un po' di dolore è vero, ma non sento il vuoto, la paura, la solitudine. Sembra strano ma è cosi amore mio. Ho lasciato andare quello che di solito la gente nasconde condannandosi, ecco io non voluto farlo, i mobili e le cose si ricomprano, i ricordi rimangono ma fanno meno male, le mie abitudini, la mia vita con te, ciò a cui ero felicemente abituato non esiste più, ma non ho la rabbia per questo, l'ho gettata via. 
Ora, sembra brutto dirlo proprio a te, ma devo necessariamente cambiare pagina, guardare oltre e andare avanti, ne ho passate tante amore e tu lo sai quanto me, supererò anche questa. La vita è bella diceva Benigni in quel film che ti piaceva tanto, gioia e dolori, ma la vita è bella e preziosa. Ecco per continuare a vivere ho dovuto cancellare per forza ciò che mi lega a te in questa casa. 
Il ricordo della vita con te mi accompagnerà sempre, come caro mi sarà sempre l'amore che mi hai dato e che ti ho donato. Ma si va avanti non ci si ferma qui. 
Come ho scritto su Facebook sei stato il sole della mia vita per tanto tempo, ora sei tramontato e come diceva Rossella, domani è un altro giorno. 

Il Titolo ha un bel doppio senso.

Devo dire che non pensavo fosse cosi difficile dare un titolo a una storia, anche se questa è ben chiara dentro te.
Per mesi avevo le idee chiare sui personaggi, sullo sviluppo della storie e su come impostare il tutto nell'insieme ma il titolo era del tutto un mistero. 
Qualunque frase mi veniva in mente mi risultava o banale o frase scontata, a mio avviso non dava giustizia all'opera. 
Il titolo proprio non mi veniva in mente e non trovavo nulla che potesse soddisfarmi. Cosi per mesi ho lavorato all'opera X, un'incognita, scrivevo un libro e basta.
La cosa era un po' frustante lo ammetto, anche perchè la prima domanda che ti fanno generalmente è:
COME SI INTITOLA? 
Rispondere sempre :
ANCORA NON LO SO! 
Era deprimente e mi sembrava anche non degno di chi si innalza a scrivere una storia. Intanto malgrado tutto continuavo a scrivere la storia, capitolo per capitolo. 
Qualche giorno fa, mentre scrivevo, mi arriva l'illuminazione, la lampadina del titolo finalmente splendeva raggiante... l'avevo trovato! 
L'INFINITA VOGLIA DI ME + TE.

Il titolo sembra scontato ma non lo è affatto, racchiude un bel doppio senso al suo interno. Il protagonista attraverso la sua storia percorre due sentieri importanti, il primo verso sé stesso e il secondo verso la persona amata. 
Lui ha un disperato bisogno di amare e sentirsi amato, vuole sentirsi accettato e compreso, tutto questo per tanti anni è stato un continuo motivo di lotta interiore con sé stesso. 
A un certo punto del suo viaggio scopre che per amare e sentirsi amati deve per forza maggiore amare prima sé stesso. 
Ecco, allora, che l'infinita voglia di me + te prende il suo doppio senso, il "te" è riferito non solo alla persona amata ma anche e soprattutto è riferito all'amarsi. Il protagonista vede e sente il suo io più profondo e nascosto andargli incontro e piano piano impara a conoscerlo, amarlo ed accettarlo. 
Dal quel momento in poi smette di sopravvivere e inizia a vivere, amato e compreso come voleva, soprattutto perchè ama e comprende finalmente sé stesso

Come nasce questa idea.

Ho molti amici gay e uno in particolare è il mio migliore amico, si chiama Federico. L'idea di scrivere qualcosa di non banale e che rispecchi tematiche sociali, attuali per giunta, mi ha sempre attratto come progetto.
Certo di per sé il progetto è ambizioso e anche di una certa importanza, forse per iniziare a scrivere ci voleva qualcosa di più leggero, ma perchè limitarsi a scrivere cose banali e senza senso? Quando senti dentro che quello che hai da dire è più importante.
L'Italia è un paese, purtroppo, che accetta l'omosessualità più a parole che a fatti, nel senso che tutti a parole dicono bene dei gay ma poi nei fatti questi vengono discriminati dallo Stato in primis e poi dai cittadini stessi, che in parte si sentono autorizzati a farlo proprio perchè lo Stato per primo non li tutela come qualunque cittadino.
Avendo tanti amici gay ho sentito più volte le loro storie, le loro esperienze, a volte belle e nella maggiore momenti difficili da superare.
A un certo punto avevo tante piccole e grandi storie sparse nella testa, mi sono detta : perchè non metterle tutte insieme e costruire con esse una storia che le racconti? Ecco come nasce questo libro, questo progetto che sto portando avanti da diverso tempo.
I protagonisti sono nomi inventati ma nell'insieme raccontano storie vissute attraverso un filo logico e e costruito affinché queste esperienze diventino un racconto.

La vita stessa e le esperienze che ti pone davanti sono le migliori muse per scrivere di fatti attuali e sociali in cui riversa questo paese antico come l'ottocento, sotto certi punti di vista.
E non mi riferisco solo all'omosessualità, l'Italia è un paese vecchio sotto molti aspetti, siamo antichi perchè viviamo nel passato e mai nel presente, siamo incapaci come popolo di vedere che il mondo cambia, siamo spaventati dai cambiamenti gli italiani amano la routine e le certezze del passato, ignari che la vita va avanti e non puoi restare ancorato a concetti del medioevo.
Il libro parlerà di omosessualità, della forte omofobia subdola che alberga in Italia, della discriminazione gay, della difficoltà che a volte si ha per tutto questo di accettarsi gay. Il libro parlerà di amore, di conforto, di accettazione e soprattutto del volersi amare come si è e il diritto sacrosanto che si ha di essere amati per come si è.
LA VITA IN PRIMIS DEVE PIACERE A TE E NON AGLI ALTRI.... ALTRIMENTI NON VIVI MA SOPRAVVIVI ... C'E' UNA BELLA DIFFERENZA TRA LE DUE OPZIONI.

Mi presento.

Ciao a tutti,
mi chiamo Alessia e ho la passione per lo scrivere, ho molta fantasia e mi piace molto leggere. Questo blog nasce da questo, sarà una raccolta di idee, storie e racconti che prendono vita dalle mie mani.
In questo momento sto scrivendo un libro, un romanzo, voglio iniziare a parlarvi di questo progetto, attraverso post ho deciso di condividere con voi la nascita e la messa in opera di questo progetto. Un percorso da condividere con tutti voi.