Ecco si.... folle... sono proprio folle in questo momento. Dai ammettilo Federico hai voglia di far sapere agli altri quanto stai a pezzi... forse... non lo so ... ho bisogno di sfogarmi credo. Ho bisogno di dire, di piangere, di tirare fuori il veleno che ho adesso dentro e che mi sta corrodendo l'animo.
Ho avuto una piena crisi isterica stamane, ho davvero accarezzato il lieve corpo della follia, ne ho sentito l'odore e ne ho assaporato il sapore. Tua madre ti informo che l'ho scioccata talmente tanto che non solo voleva chiamare il 118 ma ora mi guarda come se fossi un pazzo schizzato che è capace di tutto.
Che tu ci creda o no, amore mio, che sei realmente andato via da me per sempre l'ho realizzato proprio questa mattina. Per giorni ho accumulato stress e tensione nella speranza, vana purtroppo, che ti risvegliavi per tornare da me. Ieri sera ho ricevuto quella chiamata che non avrei mai voluto ricevere... eri andato via per sempre... ma non è stata sufficiente per farmi realizzare la tua morte.
Ho voluto torturarmi a dovere, forse volevo e cercavo la punizione per essere ancora vivo senza te, ho chiesto al dottore di aspettare un attimo che volevo vederti prima che l'obitorio ti trasformasse in un cubetto di ghiaccio senza più qualcosa di umano.
Ti ho visto senza vita, immobile, ho accarezzato la tua pelle, ormai fredda, ti ho abbracciato un ultima volta, ti ho baciato un ultima volta, sapevo che non avrei potuto farlo mai più, era l'ultima occasione. Ma niente, tesoro mio, neanche li sono riuscito a realizzare in concreto cosa stava succedendo.
Sono tornato a casa, tra amici su facebook e messaggi al telefono ero tempestato, tutto questo forse mi ha confuso, non lo so ma ti sentivo vicino ancora. Sono andato a letto, ho anche dormito senza troppa fatica, forse lo stress accumulato mi aveva lasciato, il riassamento dei nervi ha fatto da anestetizzatore, mi sono addormito senza fatica quando in realtà pensavo di non riuscirci.
Poi stamane il risveglio, non ho preso la botta subito, in fondo ero abituato ad alzarmi senza averti accanto, tu ti alzavi molto prima di me.
La botta tremenda l'ho presa quando sono entrato in cucina, per 9 anni trovavo l'angolo del tavolo apparecchiato, la tovaglietta, la tazza, la caffettiera tiepida ancora, il piatto con i biscottini curatamente coperti. Io dovevo solo fare la fatica di aprire un frigorifero e prendimi il latte per poi sedermi e fare colazione. A volte poi trovavo quei incantevoli bigliettini che lasciavi un po' ovunque, sotto la tazza, attaccati sul forno a microonde, al frigorifero, sopra i biscotti. Questa è stata la mattinata per 9 anni e stamattina invece...
Quell'angolo del tavolo era vuoto, spoglio per la prima volta, sono rimasto fermo sulla porta appoggiato al montante a fissarlo e nel frattempo realizzavo finalmente, realizzavo che la mia vita era fortemente cambiata e che ero tristemente solo ormai. La rabbia ha preso vita dentro, mischiata al dolore diventa una miscela pericolosa capace di distruggere anche il più forte degli esseri umani. E' una miscela altamente dannosa, specie se la soffochi e te la tieni dentro. Ti corrode, ti disintegra a poco a poco, ti mangia dentro ogni forma di sopravvivenza.
Per salvarti da questa morsa omicida che ti spenge dentro fino a farti sentire il vuoto intorno e il nulla dentro te, devi tirarla fuori e farla esplodere.
Devi dargli libero sfogo e farla comandare, devi lasciargli campo libero in modo tale che si esaurisca e ti abbandoni, lasciandoti la convinzione che non c'è più quello che avevi prima, ma almeno cazzo ti sei sfogato a dovere, hai fatto ben comprendere che cosa stai passando e si, ti guardano come fa tua madre ora, come se sei diventato pazzo ma tu sai invece che ti stai salvando l'anima da quella miscela corrosiva.
Come si abbatte la rabbia e il dolore? Lassciando che escano fuori a compiere il loro dovere. D'istinto la prima cosa che compiono è intenta a demolire i ricordi che ti circondano, come la tavola apparecchiata.
Ti informo Luca che se in questo momento tu per assurdo tornassi in vita molto probabilmente mi uccideresti con le tue mani, entrando in casa penseresti che è arrivato uno tzunami accompagnato da un terromoto della decina scala Mercalli. Perchè? Perchè li ho lasciati andare, appoggiato a quella porta della cucina mi sentivo morire dentro senza di te, non posso permettermelo, non posso lasciare che la rabbia e il dolore mi abbattono. Sono scattato come un folle e ho urlato a più non posso spaccando tutto ciò che potevo spaccare e che mi capitava a tiro, non ho risparmiato nulla. Dai mobili alle cose appoggiate sopra la casa è diventata un cimitero di macerie, per ogni stanza avevo un mare di ricordi da distruggere, seppellire insieme a te e non ho avuto pietà, ho ucciso tutto.
Devo ricomprare tutto, ma non mi importa, sono libero ora. Tua madre è scappata fuori dalla porta di casa in quel momento, per le scale del condominio gridava aiuto che ero impazzito. No, sarei impazzito se non l'avessi fatto, credimi, infatti ora guardo la tua foto sul comodino e sento nostalgia si, anche un po' di dolore è vero, ma non sento il vuoto, la paura, la solitudine. Sembra strano ma è cosi amore mio. Ho lasciato andare quello che di solito la gente nasconde condannandosi, ecco io non voluto farlo, i mobili e le cose si ricomprano, i ricordi rimangono ma fanno meno male, le mie abitudini, la mia vita con te, ciò a cui ero felicemente abituato non esiste più, ma non ho la rabbia per questo, l'ho gettata via.
Ora, sembra brutto dirlo proprio a te, ma devo necessariamente cambiare pagina, guardare oltre e andare avanti, ne ho passate tante amore e tu lo sai quanto me, supererò anche questa. La vita è bella diceva Benigni in quel film che ti piaceva tanto, gioia e dolori, ma la vita è bella e preziosa. Ecco per continuare a vivere ho dovuto cancellare per forza ciò che mi lega a te in questa casa.
Il ricordo della vita con te mi accompagnerà sempre, come caro mi sarà sempre l'amore che mi hai dato e che ti ho donato. Ma si va avanti non ci si ferma qui.
Come ho scritto su Facebook sei stato il sole della mia vita per tanto tempo, ora sei tramontato e come diceva Rossella, domani è un altro giorno.
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